“Se c'è una cosa che gli americani hanno capito con la guerra del Golfo è che non possono essere impegnati su due grandi fronti di guerra contemporaneamente”. A dirlo ieri a Tel Aviv è stato Bruce Riedel, ex analista per il Medio Oriente della CIA.
Secondo Riedel, Israele si deve rendere conto che in questo momento per gli Stati Uniti, impegnati pesantemente in Afghanistan, non è possibile impegnarsi anche in un conflitto con l'Iran. Bruce Riedel ritiene che un attacco israeliano alle strutture nucleari iraniane scatenerebbe un conflitto di grandi proporzioni che vedrebbe coinvolti Iran, Israele, Libano, Siria e la Striscia di Gaza. Gli israeliani potrebbero non riuscire a sopportare da soli una reazione multipla su larga scala. In tal caso un intervento americano sarebbe scontato. Tuttavia gli USA in questo momento sono pesantemente impegnati in Afghanistan e stanno (probabilmente) per aumentare sensibilmente il loro sforzo bellico in quella regione per sconfiggere definitivamente i talebani. Per cui se dovessero “deviare” parte delle risorse in una guerra con l'Iran potrebbero trovarsi in serie difficoltà.
Bruce Riedel è consulente per il Presidente Obama per l'area Pakistan/Afghanistan ed è incaricato dal Presidente USA di rielaborare le strategie in quella regione. In questa veste conosce molto bene la situazione e non nasconde di essere profondamente preoccupato, soprattutto per il Pakistan dove la presenza talebana è addirittura più elevata che in Afghanistan. Il timore che i talebani (molto ben inseriti nel tessuto pakistano) possano prendere il potere e avere il controllo dell'arsenale nucleare pakistano non lo fa dormire la notte e, secondo lui, questa è una minaccia molto maggiore rispetto a quella iraniana. Riedel ritiene quindi che la sconfitta definitiva dei talebani in Afghanistan possa, di riflesso, condizionare positivamente anche gli eventi in Pakistan e che quindi questa debba essere la priorità per gli USA. Il nucleare iraniano, quindi, è attualmente un problema secondario per il Presidente Obama.
Lo scenario che descrive Riedel, nel caso che i talebani prendano il potere in Pakistan, è davvero drammatico. Secondo lui se ciò avvenisse il Pakistan diventerebbe il maggior sponsor del terrorismo jihadista. Hamas avrebbe un sostenitore sunnita (al posto degli sciiti iraniani) e quindi si rafforzerebbe pesantemente mettendo in pericolo Israele. Insomma, Riedel (ispirato chissà da chi) ridimensiona il pericolo iraniano che invece Israele pone al vertice. Nel contempo avverte sibillinamente gli israeliani che se dovessero prendere iniziative contro l'Iran, con molta probabilità si troverebbero a combattere da soli. Naturalmente Ahmadinejad ringrazia.
Ufficialmente non si registrano reazioni da parte della leadership israeliana al discorso di Bruce Riedel. Ufficiosamente i vertici israeliani non hanno gradito questa “difesa d'ufficio” del presidente Obama che continua a tergiversare con l'Iran. Israele considera, a ragione, l'Iran come il maggior pericolo per tutta l'area medio-orientale, tanto più che recenti rivelazioni di intelligence hanno dimostrato come Teheran alimenti proprio il conflitto in Afghanistan e cerchi di destabilizzare il Pakistan. Non c'è dubbio che le parole di Riedel avranno ridato slancio alle politiche iraniane in Afghanistan e in Pakistan. Un bel regalo ai Mullah, non c'è che dire.





