“Un nuovo allargamento degli insediamenti potrebbe compromettere il processo di pace”. A dirlo ieri è stato il Presidente americano, Barack Obama, nell'apprendere la decisione del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, di autorizzare la costruzione di 900 nuove abitazioni nel quartiere di Ghilo, a Gerusalemme Est.
Il Segretario Generale dell'Onu, Ban Ki Moon ha detto invece che “deplora la decisione del Governo israeliano in quanto mina gli sforzi di pace”, mentre la stessa solfa è stata ripetuta da Germani, Francia e Gran Bretagna.
Non vorremmo disilludere tutte queste grandi personalità, tutte queste grandi potenze mondiali, ma di quale processo di pace stanno parlando? A quali sforzi di pace si riferisce il Segretario Generale dell'Onu? Non si riferiranno mica a quelli della ANP? Oppure si riferiscono a quelli di Hamas? No perché né la ANP, né Hamas hanno fatto un solo passo avanti da quando Yasser Arafat sputò sugli Accordi di Oslo, anzi, hanno fatto decisi passi indietro. Non so se questa gente ha notato che, di fatto, esistono due palestine, due territori governati da due entità diverse. E con chi dovrebbero trattare gli israeliani? E su che basi? Quelle che vorrebbe imporre Abu Mazen oppure quelle contenute nello statuto di Hamas che vorrebbe la cancellazione di Israele? E noi che credevamo che a certi livelli ci fosse un minimo di esperienza di politica internazionale. Invece abbiamo a che fare con persone che non si sa bene se ci sono o se ci fanno.
Netanyahu ha preso una decisione basandosi sul fatto che mai e poi mai Israele cederà Gerusalemme agli arabi. Se ancora le grandi menti mondiali non hanno capito questo, allora siamo messi davvero male. Il premier israeliano ha lanciato un segnale chiaro che più chiaro non si può: “noi non ce ne andremo da Gerusalemme, la capitale di Israele”.
Il quartiere di Ghilo è israeliano dal 1967, è abitato da israeliani, le attività sono israeliane. Ghilo è incluso in Gerusalemme Est e Gerusalemme è la capitale di Israele. Punto. Cosa ha messo a repentaglio questa decisione? Non certo un processo di pace che non c'è, tantomeno la sicurezza di Israele. E allora? Di cosa si sta parlando? Quando ci sarà da parte palestinese la volontà di aprire un processo di pace troverà gli israeliani pronti a discutere su tutto, meno che su Gerusalemme. Fino a quel momento non è possibile mettere a rischio un processo di pace che non c'è.