Diciamocelo chiaramente, D'Alema non era certo l'uomo più adatto a rivestire la carica di Ministro degli Esteri europeo, troppe amicizie dubbie con gente del calibro di Hamas ed Hezbollah, ma le scelte fatte dall'Europa per la presidenza e per carica di Ministro degli Esteri sembrano quasi un gioco al ribasso.
Il premier belga, Herman Van Rompuy alla presidenza e la nobile inglese Catherine Ashton alla carica di rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, non sono certo i nomi che ci si aspetterebbe da una Europa che vuole contare di più sulla scena internazionale. Sono decisamente nomi di basso profilo.
Di certo c'è che la scelta della Ashton agli Esteri non è molto migliore di quella di D'Alema per l'approccio verso il Medio Oriente. La baronessa, poco conosciuta anche in patria, come commissario al Commercio dell'UE è piaciuta molto ai sinistroidi per l'atteggiamento tenuto nei confronti di Israele quando non si è opposta (o è rimasta colpevolmente e consapevolmente in silenzio) al boicottaggio inglese verso i prodotti israeliani e quando ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro le nuove costruzioni abitative predisposte dal Governo israeliano a Gerusalemme Est.
Dal canto suo Van Rompuy è un burocrate vecchia maniera che ha avuto il merito, in patria, di essere riuscito a tenere unita una coalizione estremamente fragile su cui nessuno puntava un centesimo. Ma per l'Europa serve altro.
Quelli che volevano una Europa più forte sul piano internazionale hanno dovuto lasciare il passo a coloro che invece continuano a prediligere gli accordi nazionali, quelli bilaterali sottobanco (leggi Francia e Germania) e che non vogliono perdere il peso che hanno oggi nel contesto europeo.
L'Italia ci ha provato ha dare più peso alla politica europea, persino proponendo un Massimo D'Alema che non è certo il top delle scelte (Frattini, per esempio, avrebbe avuto certamente un diverso peso), ma ha dovuto desistere arrendendosi alle diverse obiezioni sottobanco degli stessi interpreti della politica di sinistra di cui proprio D'Alema fa parte. Insomma, non lo voleva nessuno in barba alle dichiarazioni ufficiali. Non ci strapperemo certo le vesti per questo.
Tuttavia non si può non notare che l'Europa, con Van Rompuy alla presidenza e con la Ashton agli Esteri ha scelto di mantenere un profilo estremamente basso sulla scena mondiale. Diciamo che i leader europei non sono ancora pronti a cedere lo scettro a un leader dell'Unione. Troppe differenze di politica tra uno Stato e l'altro. Prendiamone atto e andiamo avanti. L'Italia ha un Ministro degli Esteri che a livello internazionale fa barba e baffi a tutti i suoi colleghi. Compenseremo la debolezza europea con una buona politica nazionale.