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Emirati Arabi Uniti nuovo fulcro del mercato delle armi

Martedì 02 Febbraio 2010 07:27 Watch International
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Che gli Emirati Arabi Uniti (EAU) fossero da diverso tempo il centro nevralgico di ogni genere di affari non permessi lo si sapeva, ma negli ultimi tempi la frenesia da affari illegali è arrivata a picchi inusuali persino per il ricchissimo agglomerato di emirati.

In particolare l'emirato di Dubai si è distinto per tutta una serie di avvenimenti alcuni dei quali noti perché apparsi sulla stampa e altri meno noti (o sconosciuti) fuori dai tradizionali circuiti delle intelligence ma non di secondaria importanza.

I più noti sono la morte del terrorista palestinese Mahmoud al-Mabhouh, gerarca di Hamas ucciso da una mano sconosciuta mentre cercava di acquistare missili iraniani da importare a Gaza e un incontro del capo della missione delle Nazioni Unite in Afghanistan, Kai Eide, con una delegazioni di capi talebani, tutti fatti avvenuti a Dubai nelle ultime settimane. Tuttavia ci sono diversi fatti non riportati dalla stampa che pongono l'Emirato di Dubai in cima alla lista delle Tortuga del terrorismo islamico e dei traffici illeciti.

Due mesi fa un cargo sudanese stracolmo di armi iraniane destinate a Khartoum precipitò in fase di decollo dall'aeroporto di Dubai finendo a due passi dalle zone abitate. Del fatto ne parlò a malapena la stampa locale nonostante sia stata sfiorata una strage di immani proporzioni. Venti giorni fa sempre un cargo sudanese e sempre a Dubai fu costretto ad un atterraggio di fortuna. L'aereo proveniva da Bandar-e-Abbas e anche in questo caso aveva caricato armi iraniane destinate a Khartoum, solo che ne aveva caricate un po' troppe e così fu costretto a “parcheggiarne” un po' a Dubai. Qualcuno si è interessato a quelle armi? Nemmeno per idea. A Dubai esiste poi una vera e propria joint venture nord coreana per la distribuzioni di armi in Medio Oriente e in tutta l'Africa orientale, con un'area di interesse che va dal Corno d'Africa fino alla Repubblica Centrafricana. La joint venture è formata da diverse ditte basate in paesi di comodo che garantiscono loro piena libertà di azione ma hanno uffici e sedi a Dubai. E' il caso della georgiana Air West Ltd, direttamente legata al trafficante internazionale di armi, Tomislav Damnjanovic, al centro di un enorme traffico di armi e di componenti tra la Corea del Nord e l'Iran. Che dire poi della Millennium Product Company LLC gestita da Saeid Mousaei, cittadino iraniano già comandante dei Pasdaran e membro del Partito di Ahmadinejad, responsabile, tra e altre cose, dell’addestramento di unità Qods, attualmente ricercato dall'ONU per aver violato l'embargo sulle armi al quale sono soggetti Sudan ed Eritrea? Il buon pasdaran è tranquillamente residente a Dubai con tanto di ufficio e linee fax per fare gli affari.

Sempre da Dubai passano tutti i materiali vietati destinati all'Iran, opportunamente occultati da altre cose con la compiacenza delle autorità dell'emirato. Acqua pesante occultata da liquido di raffreddamento, componenti elettronici vietati mascherati da innocui articoli di uso comune, additivi chimici vietati mascherati da prodotti per la potabilizzazione dell'acqua o per la pulizia degli impianti petroliferi. E ce ne sarebbero ancora tante di cose da dire. Fatto sta che Dubai è al centro di un enorme business completamente basato sul mercato delle armi e sui prodotti illegali destinati a paesi sotto embargo. Di recente poi, grazie soprattutto alla compiacenza della autorità locali, Dubai è diventato un vero e proprio meeting point per i terroristi islamici di tutto il mondo. Quelli di Hamas e di Hezbollah vanno e vengono come se fossero a Damasco, gli iraniani non ne parliamo. Pakistani, afghani, somali, eritrei e sudanesi sono all'ordine del giorno nei lussuosi hotel di Dubai. Oggi se vuoi comprare qualcosa di illegale senza avere tanti problemi devi andare a Dubai.

Ora la domanda da farsi è: per quanto tempo ancora la comunità internazionale lascerà che Dubai sia la nuova Tortuga del terrorismo senza prendere qualche serio provvedimento? Poi non ci si meravigli se un terrorista di Hamas viene ucciso in un hotel della città, è l'unico posto dove i terroristi si possono trovare tranquillamente a spasso.

 

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